I Disturbi dell’Umore

L’umore è definibile come la tonalità di base dell’affettività. Con ciò si definisce però il cosidetto umore di fondo della personalità, che ha tratti di durevolezza e relativa indipendenza dalle situazioni e dagli stimoli ambientali. Da questo possiamo distinguere lo stato dell’umore che varia per lo stesso soggetto da momento a momento, in base alle situazioni esistenziali di volta in volta vissute.
L’umore assume tratti patologici quando oscilla al di là delle soglie compatibili con l’importanza della situazione di gratificazione o di frustrazione vissuta dall’individuo. Le forme più clamorose di oscillazione dell’umore si manifestano nelle depressioni e negli stati maniacali.
La depressione
La depressione è un disturbo abbastanza diffuso ne risulterebbe interessata tra il 10% e il 15% della popolazione generale, con una maggiore diffusione tra il sesso femminile. Chi ne soffre manifesta umore depresso, una marcata tristezza quasi quotidiana e tende a non riuscire più a provare lo stesso piacere nelle attività che provava prima. Chi soffre di depressione avverte come un senso di sfiducia ed inutilità, accompagnati spesso da affaticamento ed oppressione. La persona sembra presentare un vero e proprio male di vivere, che riduce drasticamente ogni forma di piacere e di progettualità. Oltre a questi sintomi primari, normalmente succede che le persone che soffrono di questo disturbo ne presentino altri, quali:
- un appetito aumentato o diminuito
- un aumento o una diminuzione del sonno
- spesso un marcato rallentamento motorio o, al contrario, una marcata agitazione
- una marcata affaticabilità
- una ridotta capacità di concentrarsi
- una tendenza molto forte ad incolparsi, a svalutarsi
- pensieri suicidiari
Chi soffre di depressione può soffrirne in modo ACUTO (episodi depressivi, dove la persona per un periodo di tempo variabile accusa un marcato peggioramento del tono dell'umore per poi tornare alla normalità o livelli meno preoccupanti) oppure soffrirne costantemente, anche se in forma leggera, con alcuni improvvisi momenti di peggioramento (distimia).
Si è soliti differenziare le forme di depressione in tre grandi gruppi clinici:
1) Depressioni Somatogene – in cui è postulabile una stretta connessione tra lo stato umorale alterato e una malattia organica (o disfunzione somatica) come ad esempio in occasione di un arteriosclerosi o di un tumore cerebrale
2) Depressioni Endogene – che sono le forme “classiche” di depressione, quelle descritte fin dall’antichità con il nome di melanconia. In questo ambito si distinguono le forme depressive periodiche a decorso monopolare, cioè con fasi esclusivamente depressive e depressioni cicliche con decorso bipolare, che alterano a fasi depressive fasi manialcali.
3) Depressioni Psicogene – che trovano la loro spiegazione razionale e concreta in reali accadimenti della realtà esterna. Come nel caso di un lutto, della rottura di una intensa relazione di coppia, dell’insuccesso sociale.
Spesso i parenti spronano chi ne soffre a reagire, a sforzarsi. Questo ovviamente in buona fede, senza rendersi conto che ciò tende a far sentire chi ne soffre ancora più in colpa. L’atteggiamento migliore da tenere è quello di aiutare gradualmente chi ne soffre a riprendere le proprie attività, assumere un'adeguata terapia farmacologica ed intraprendere congiuntamente un percorso terapeutico.